Plasmiamo il futuro

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Plasmiamo il futuro

Shaping the future: letteralmente plasmare il futuro. Con questo slogan la Care Quality Commission UK ha individuato – per i prossimi quattro anni – la strategia nell’ambito dell’assistenza sanitaria e sociale.

Nella prefazione del documento, David Behan (Chief Executive) e Peter Wyman (Chair) riferiscono di aver radicalmente cambiato l’approccio alla regolamentazione dell’assistenza sanitaria e sociale, e presto avranno completato le ispezioni di tutti i servizi sanitari oggetto di valutazione, fornendo una decisiva comprensione di base della qualità delle cure in Inghilterra.

In breve ricordano che per ogni servizio vengono poste le stesse cinque domande – È sicuro? È efficace? È premuroso? È reattivo? È ben guidato? – per poi pubblicare i risultati e le relative valutazioni. Sono certi che il loro lavoro stia portando ad una assistenza migliore: quando re-ispezionano vengono regolarmente osservati dei miglioramenti.

Ma le ispezioni non sono state il solo strumento utilizzato: i ricercatori hanno analizzato e confrontato anche i dati provenienti da segnalazioni tra cui quelle di pazienti, fornitori e personale sanitario.

Tutto ciò al fine di mettere in atto un approccio mirato, reattivo, collaborativo ed efficiente per la regolamentazione della sicurezza delle cure, che anche in Italia si dovrebbe uniformemente perseguire. Un primo passo è rappresentato certamente dalla Legge n. 24/2017 in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, di cui oggi stanno sviluppandosi repentinamente i decreti attuativi.

A sei mesi dall’approvazione della legge, il 7 novembre u.s. si è svolto un dibattito sulle prime applicazioni con relative esperienze e criticità, oltre allo stato dell’arte dei decreti attuativi. “Per la prima volta – ha spiegato Federico Gelli, deputato relatore e ‘padre’ della nuova legge – introduciamo il diritto alla sicurezza delle cure come parte integrante del diritto costituzionale alla salute. Il risk management viene messo a regime per tutte le strutture sanitarie – ha sottolineato Gelli – tutte le regioni, quindi, sono adesso chiamate a rilevare i dati e il decreto attuativo che istituisce l’Osservatorio Nazionale presso l’Agenas è già stato varato. I dati sono fondamentali in questo comparto e perciò è necessario passare dalla documentazione sanitaria cartacea, che è da terzo mondo, a quella elettronica ad oggi”.

Gelli ha altresì riferito che “entro un mese, invece, arriverà anche il decreto attuativo che definirà le modalità di definizione delle linee guida da parte dell’Istituto Superiore di Sanità”.

In ogni caso, “la legge è un punto di partenza e non di arrivo se riusciamo con i decreti attuativi a farla diventare finalmente operativa”.

Al momento sono stati emessi solo due decreti attuativi: il Decreto Ministeriale 2 agosto 2017, “Elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie” e il Decreto Ministeriale 17 luglio 2017, “Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità”. I due decreti, pur con oggetti differenti, sono funzionalmente collegati. Il primo attiene all’individuazione e all’istituzionalizzazione dei soggetti, quali le Società e le Associazioni di cui all’art. 5 della legge Gelli, idonei a svolgere attività di collaborazione con le istituzioni sanitarie, e soprattutto idonei a elaborare linee-guida dotate di valore giuridico.

Il secondo decreto, più ampiamente di quanto è indicato dal titolo del provvedimento, presenta due grandi linee di funzionalità. In primis la funzione di monitoraggio, molto estesa sia per quanto riguarda la fenomenologia dei rischi (eventi avversi ed eventi sentinella), sia per quanto riguarda la loro gestione e le buone pratiche per la sicurezza delle cure. A questa si aggiunge la funzione propositiva (segnatamente nei confronti delle Regioni) riguardante le modalità di sorveglianza del rischio e le misure da adottare ai fini della prevenzione.

Noi di Eris ci proponiamo come guida esperta che, attraverso un progetto di screening sulle segnalazioni delle situazioni a rischio, realizzabile presso ogni singola struttura di cura, è capace di aumentare la consapevolezza sulla rischiosità soggettiva e di elaborare i risultati delle segnalazioni per l’avvio di un percorso migliorativo di riduzione degli extra-costi, dei risarcimenti per i sinistri e degli oneri assicurativi.

L’esperienza internazionale dimostra come la segnalazione delle situazioni rischiose e degli eventi avversi sia realmente praticabile – per iniziare a plasmare il nostro futuro – solo qualora la struttura sanitaria e gli operatori dimostrino di saperne cogliere la connotazione positiva.

Articolo a cura di Massimo Senati